Tutta sta storia del papa mi ha fatto tornare alla mente il buon Celistino V e fatto ricordare il perché a me Dante Alighieri è stato sempre sul cazzo:
Torniamo al Medioevo, il buon Papa Celestino V (detto il Papa del gran rifiuto) rimase pochi mesi a reggenza. Dopodiché il signor Celestino (non quello che ha il baretto a San Lorenzo) si ritirò (giustamente, visto il periodo storico e visto come stavano incasinati con la lotta per le investiture e visto anche che forse a uno nella vita a un certo punto non gli va più di avere a che fare con gli altri esseri umani) a vita eremitica sino alla morte, scelta direi di grande consapevolezza o comunque, davvero una bella decisione. Celestino V era di fazione politica opposta a quel grande poeta de sta minchia di Dante Alighieri e a prescindere da sentenze politiche o strettamente critico-letterarie, credi religiosi etc etc, ricordo che quel simpaticone del buon dante schiaffò il Celestino all'Inferno tra gli ignavi. Noi tutti studiamo la Divina Commedia al liceo per tutto il triennio, importante nella nostra formazione. Senza entrare in tecnicismi, Dante era un rosicone catto/liberale. Un intellettuale piddiano, o peggio, un precursore del catto/comunismo moderno. Viviamo in un mondo democratico, e il nostro stato la cultura liberale democratica è basata sulla lettura dei Promessi Sposi del Manzoni e della Divina Commedia di Dante Alighieri (tralasciamo i suoi sonetti, che poi sulla scia della trilogia di diocane tipo "io, te lapo e stocazzo", tocca pure leggerseli, quegli obbrobri...), facciamoceli due sani conti prima di prendercela con i politici di oggi, figli della politica di ieri e anche degli intellettuali/poeti/pensatori che sono stati imposti come più rilevanti di altri, il substrato era già buono e fertile lì. Che poi la letteratura è davvero pericolosa, perché non è che ti metti là, leggi un trattato, un saggio, che per quanto ben scritto può appassionare al massimo cinque nerd, la letteratura è di massa, influisce sul modo di parlare, di esprimersi, cioè pensiamo al fatto che noi si parla la lingua che ha deciso suppergiù di parlare il Manzoni. Oddio ora come ora la maggior parte degli italiani non parla neanche quella, ma pensateci solo per un attimo, quello stava lì a tergiversare con la Provvidenza del signore iddio e noi ci troviamo costretti a parlare quella lingua là. Mi dispiace Gentile, mi dispiace, in filosofia ne avevi di cose interessanti da dire, ma di letteratura non capivi una mazza secca. Ma la democrazia liberale è la democrazia liberale, anche perché se il mondo fosse tendente al buon senso o semplicemente al buon gusto, avremmo studiato così puntigliosamente l'Orlando Furioso del rivoluzionario Ariosto Ludovico....
Celistino sarà stato pure appartenente ai guelfi neri, ma abdicò per andarsene su eremo di una montagna; Dante guelfo bianco, ancora sta qua a stracciarci i coglioni.
Buona lettura.
"Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto,
vidi e conobbi l’ombra di colui
che fece per viltade il gran rifiuto"
(Inferno III, 58-60)
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