sabato 4 febbraio 2012

Puntata n°8: lanevebianca, laneverossocapillaricheesplodono.

Roma. Febbraio. Ecco cade incredibilmente tantissima neve, non smette è tutto bianco. Roma: la città meno bianca al mondo, stasera è tutta bianca. Uscire a farsi sanguinare ancora di più il naso dal freddo è una pena giusta da scontare per uno spettacolo raro. Davanti casa mia c'è un parchetto e la ferrovia, con un sottopassaggio, ecco dopo il sottopassaggio c'è un tipo con le galline. E poi c'è la sterpaglia, con la neve sembra proprio boscaglia e un casale, appare come una costruzione di quelle sai quelle sulle linee ferroviarie, proprio quei casali lì. La neve non scivola addosso come la pioggia, che si scivolerà pure ma poi si insinua nella testa...La neve si posa, come batuffoli sulla testa, sulle gambe, sulle scarpe, sulle baccia.La neve si posa e basta, non sembra quasi essere composta di H2O. Questo ci insegna che lo stato delle cose è importante. Ecco non solo la sostanza ma anche come essa si presenta, ecco lo stato fisico si una cosa, la sua forma. All'Università non avrei trovato migliore metafora che si avicinasse alla verità fisica come questa. La composizione chimica è sostanza, gli elementi sono quelli, la sostanza non cambia no, ma la forma, lo stato in cui essa si presenta, beh, cambia radicalmente la questione. Non trovate?
Trovo che il tutto sia qui. Dannatamente chiaro e invariabile nella sostanza, ma indicibile, confuso e melodrammatico nella forma.
Fuori nevica ancora e spero continui, continui e continui, domani vorrei ancora sputare sangue. Ancora un po', il rosso e il banco stanno divinamente insieme, è una questione di forma, di stato. Di interazione tra colori. 
Ora ha smesso, pioviccica, la sostanza è la stessa, ma il tutto cambia.
La perfezione.
Sarebbe stato perfetto morire adesso a 27 anni, esteticamente perfetto. 
La sostanza è quella del resto non cambia, ma pensa alla forma, una forma perfetta, la forma perfetta è la fine, l'assoluto, la fine di tutto.
Sarebbe stata la serata perfetta per buttarsi di sotto vestita di bianco come un fiocco, e poi il rosso, (richiama il rosso del bicchiere del vino che si frantuma di fianco al corpo tremate, al rosso che cola sul dito e poi in terra - le immagini del drammone perfetto, sfociando grottescamente nel radical chic), quello perfetto dei capillari, e di ben altro, in quel momento, pensatelo mischiato visivamente al bianco della neve, che bomba (neanche il finale di Kill Bill vol.1, ah Tarantino me fai una pippa bianca e rossa a due mani!!).
Ah, signori, l'estetica, l'estica perfetta. Una morte perfetta. In un giorno perfetto. In una forma perfetta.
Il bianco. Il rosso. La neve. Il sangue. 27 anni.
La mancanza di senso. La leggerezza.
L'H2O.
La perfezione.
La fine.
(Cheallafinecelosiamoscritticolsanguemestrualesulnostrocorpochenonlafine.no.perché ioneicentrisocialiteparemedevovedereigruppiconilcancroistantaneoaipolmonichepoiè lafinedacero.einvecenolafinenonèlafine.mel'eroandataascrivererimasulcorpocolpennarellorossosangue.)

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